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I cavalieri di Sutri

  • Jan 18
  • 3 min read

Updated: May 23

C'è un'energia speciale che attraversa le vie di Sutri durante la festa di Sant'Antonio Abate, e ho cercato di racchiuderla in questo reportage. Non sono solo i colori dei "Cavari" o il ritmo degli zoccoli sul selciato a incantare, ma è l'orgoglio di una comunità che custodisce le proprie radici con amore. Quello che però mi ha colpito di più è l'incredibile cordialità e generosità della gente del posto. Mi sono sentito accolto non come un visitatore, ma come uno di famiglia. Tra un sorriso sincero e un buffet offerto con il cuore, ho scoperto che la vera bellezza di questo borgo risiede nei suoi abitanti.

Per scoprire l'anima più autentica e nascosta di questo luogo, ci siamo lasciati guidare dai racconti di Lucia, una storica abitante del posto. Attraverso una bellissima intervista rilasciata davanti al suo caffè storico, Lucia ci ha aperto le porte della memoria cittadina, tra segreti millenari e aneddoti contemporanei.

Il viaggio di Lucia nell'identità di Sutri comincia da un suono antico, quasi dimenticato. Un tempo, tra le navate del Duomo, risuonava una "nenia cadenzata", un ritmo che non era un canto strutturato e non seguiva la musica scritta.

"I vecchietti di una volta la cantavano seguendo non tanto lo scritto, quanto l'orecchio... Non ci sono più", ci racconta Lucia con un velo di nostalgia.

Oggi quel patrimonio rischia di scomparire, custodito solo nella memoria di pochissimi abitanti e protetto tra le mura dell'ex Archivio Vescovile, oggi trasformato in Museo Nazionale.

Se entrate nel Duomo di Sutri, l'emozione vi colpirà subito. Ma il vero segreto, come ci spiega Lucia, è sotto i vostri piedi. Attraversando la navata centrale e scendendo le scalinate che convergono verso il centro, si accede a una cripta straordinaria, sorretta da un labirinto di colonne e capitelli tutti diversi tra loro. Una struttura così affascinante da avere delle "sorelle gemelle" a Tuscania e ad Abbadia San Salvatore.

Sotto la cripta, però, il terreno custodisce una vera e propria macchina del tempo che Lucia ci descrive con precisione:

Le Terme Romane: Un complesso archeologico straordinario, decorato con mosaici in bianco e nero che raffigurano polipi, delfini e pesci.

Le Tombe Etrusche: Situate ancora più in profondità, a testimonianza delle origini antichissime della città.

Il mistero? Oggi queste meraviglie non sono visitabili. Lucia ci rivela un curioso retroscena storico: secoli fa, un vecchio vescovo decise di interrarle e nasconderle perché erano simboli del passato pagano, intollerabili per la mentalità dell'epoca. Sutri, d'altronde, non è un posto qualunque: fu il nucleo da cui nacque il potere temporale dei Papi, grazie alla celebre donazione del re longobardo Liutprando.

Un ampio e caloroso spazio dei racconti di Lucia è dedicato a Vittorio Sgarbi, che è stato Sindaco di Sutri per cinque anni.

Lontano dai riflettori accesi e dai palcoscenici televisivi, Lucia ricorda un uomo affabile, ironico e profondamente legato al borgo. Sgarbi ha letteralmente "spalancato" le porte della città alla grande arte: prima che la pandemia frenasse l'Italia, il museo locale si è animato portando a Sutri i capolavori di Tiziano, Tintoretto e Guttuso, oltre a una collezione di ben quindici opere di Ligabue. Lucia lo ricorda come un personaggio unico, che era facile incontrare al bar del paese mentre sorseggiava una cioccolata calda, chiacchierando amabilmente con i cittadini.

L'intervista si chiude con un tuffo nella Sutri di oggi, che si prepara a festeggiare Sant'Antonio. Con il Duomo addobbato a festa, pieno di luci e fiori per la solenne processione serale, il centro storico si ferma.

Ed è qui che Lucia, con una risata, ci confessa le piccole grandi sfide della vita di paese: tra i divieti di circolazione e le strade sbarrate, per chi deve aprire le attività all'alba (come gli storici bar del centro) non resta che invocare un ironico "permesso pontificio" per passare contromano e garantire a tutti la cosa più importante: un buon caffè caldo prima di ricominciare la giornata.

Grazie alle parole e ai ricordi di Lucia, Sutri si rivela non solo come una città d'arte, ma come una comunità viva, dove la grande storia d'Italia si intreccia indissolubilmente con la vita quotidiana.

Grazie Sutri per avermi regalato ispirazione e calore umano. Buona visione!

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