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La Sirena del Lago

  • 3 days ago
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Updated: 2 days ago

Sfioro l’impalpabile distanza.

Di fronte alla Sirena di Ginevra, immobile sul suo trono di roccia nel Lemano, si compie un paradosso antico. Come ci ricorda Baudelaire, certe bellezze sono "un sogno di pietra" (fatto per essere ammirato, non posseduto).

> Qui, tra l’acqua cristallina e l’orizzonte delle Alpi, la distanza non è un vuoto da colmare, ma una presenza da abitare. La sirena è il simbolo etnografico di quella bellezza che si sottrae al tocco fisico per farsi "linfa del desiderio".

> Sulla sua roccia, si crogiola al sole, con il volto rivolto verso i diportisti che la osservano dal lago. È opera della scultrice Natacha de Senger (nata Natascha Michéew), cresciuta a Stoccolma. Fin dall'età di otto anni, il talento artistico di Natascha Michéew fu riconosciuto. Creò le sue prime sculture, che vendeva davanti al Teatro dell'Opera di Stoccolma durante l'intervallo delle matinée. Durante la guerra, studiò all'Accademia di Belle Arti di Ginevra.

> Fu la vista della roccia sul lago a ispirarla a pensare alla fiaba di Andersen: "La Sirenetta". Un omaggio appropriato, poiché sembra che il famoso scrittore danese abbia trovato ispirazione contemplando il Lago di Ginevra a Vevey. Dal 1833 al 1873, Hans Christian Andersen trascorse molte estati in Svizzera, attratto dalla Riviera come tante altre celebrità.

> La ninfa regna sulla sua roccia dal 1966, sperando di attirare Pan per poter diventare donna. La statua di Pan fu scolpita due anni dopo. Venne collocata sulla riva di fronte alla sirena. La statua di Pan scomparve per alcuni anni quando la proprietà di Port Fleuri a Collonge-Bellerive fu venduta, ma ora è stata riportata al suo posto.

> In questo spazio di pura astrazione, dove la sirena e Pan si guardano senza toccarsi, l’attesa si trasforma in un’arte sottile. Non è l'attesa impaziente, ma quella che Italo Calvino descriveva parlando di "presenza assente": una forza invisibile che accresce la tensione erotica e intellettuale dell'incontro.


> Sfiorare questa distanza impalpabile significa riconoscere che il desiderio più puro non si appaga con il possesso, ma con la consapevolezza di una connessione che va oltre la materia. È il privilegio di chi sa che "non c'è distanza che l'amore non possa colmare, se non quella tra due cuori", e questa sirena, nella sua isolata grazia, ci insegna a coltivare quel desiderio come una forma d'arte.


 
 
 

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