Gli ultimi giorni di Anas

La sua famiglia aveva lasciato la martoriata città di Aleppo. Ma Anas al-Basha, 24 anni, aveva deciso che il suo posto era lì, sotto le bombe, per regalare un sorriso ai bambini che convivono quotidianamente con la morte e la distruzione in quello che l'Onu ha definito “un cimitero a cielo aperto”. Anas non imbracciava fucili, ma girava per le strade devastate vestito da pagliaccio per far dimenticare, anche solo per qualche minuto, che la guerra esiste, uccide e fa paura. Ma adesso anche il sorriso di Anas si è spento tra quelle macerie e con lui quelli di molti bambini che domani non troveranno speranza in quella parrucca buffa e quel naso rosso: come riporta la Associated Press, è morto martedì in un raid aereo dei governativi, nel quartiere di Mashhad, nella parte orientale della città, dove le truppe di Assad negli ultimi giorni sono riuscite ad avanzare tra le macerie di ciò che rimane di Aleppo.

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