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Uno dei più grandi Clown "Jerry Lewis"

Aug 27, 2017
3 min read

Ci ha lasciato a 91 anni uno dei più grandi clown della storia, persona da bambino timido e ribelle

figura controversa e disse "mi pagano per quello che altri vengono puniti"

Una risata ci seppellirà

Nato a Newark, New York, il 16 marzo 1926, il suo vero nome è Joseph Levitch. Dotato di una mimica straordinaria, di un'espressività vincente e di una grande vis comica, diverte gli spettatori da quando nel 1941, dopo essere stato cacciato dalla scuola a soli quindici anni, si butta a capofitto nello spettacolo.

Mette a punto fin dall'inizio le sue qualità, studiando da mimo. Da lì a poco, si organizza ideando delle imitazioni su base musicale registrata. Debutta così nelle attrazioni delle sale cinematografiche della Paramount dove non resta a lungo inosservato.

La svolta avviene per caso, nel 1946. Jerry lavora al Club 500 di Atlantic City, stesso locale dove conosce un cantante che si autoproduce, un allora sconosciuto Dean Martin, di nove anni più grande. Per uno scherzo del destino che li vuole sempre insieme, i due si ritrovano contemporaneamente sulla scena per errore. Come nei copioni dei migliori film, così dal cielo nasce una delle coppie più famose e più riuscite dello spettacolo.

Il successo spalanca le sue braccia ai due artisti, che ben presto si danno anche al cinema, dove debuttano nel 1949 in "La mia amica Irma". Una parte da protagonisti, invece, la ottengono al loro terzo ciak in "Il soldato di legno", del 1951.

Tra le interpretazioni storiche di Jerry Lewis, non si può non ricordare "Il nipote picchiatello", del 1955. Dopo una serie di successi in collaborazione con Frank Tashlin, e con lo stesso Martin, Lewis decide di muoversi da solo. L'ultima pellicola che la coppia di amici gira insieme è "Hollywood o morte", del 1956, diretta appunto da Tashlin.

Il duo formava una coppia perfetta, giocata com'era sulla stridente contrapposizione tra il tipico giovanotto intraprendente, affascinante, sportivo e sicuro di sé (Martin) ed il ragazzo timido, complessato e impacciato interpretato da Lewis.

Eclettico e dotato di numerosi talenti, Lewis si dà alla musica e alla produzione discografica oltre alla tv e agli show, divenendo anche produttore e sceneggiatore cinematografico e televisivo.

Stufo di un certo clichè che lo perseguita, quello di essere solo una macchietta di straordinario talento, per dimostrare di saper recitare a 360 gradi, gira "Il delinquente delicato" un film in cui i toni amari e crepuscolari sono dominanti. Prima di diventare autore dei suoi film, però, interpreta altre due pellicole divertenti "Il balio asciutto" e "Il Cenerentolo".

Democratico impegnato, la superstar della Paramount comincia a prendere posizioni umanitarie. Nel 1960 arriva la sua prima, azzeccata, regia di "Ragazzo tuttofare", dove interpreta il ruolo di un muto maldestro e poi "L'idolo delle donne" (considerato una delle sue opere maggiori), storia di uno scapolo timidissimo rinchiuso in un pensionato femminile.

Sempre negli Anni Sessanta Lewis dirige film in Gran Bretagna e Francia dove riceve un'accoglienza osannante per "Scusi dov'è il fronte?", omaggio a Charlie Chaplin. È il 1971: per nove anni, soprattutto per motivi di salute, l'attore si allontana dalle scene. Il ritorno avviene con "Bentornato Picchiatello", del 1979, passerella di gag.

La vena drammatica riemerge nella pellicola diretta nel 1983 da Martin Scorsese "Re per una notte", dove interpreta se stesso all'interno di una trama da connotati tragici, volta ad esplorare i confini fra realtà e universo dello spettacolo e del culto della personalità che quest'ultimo porta inevitabilmente con sè.

Successivamente, è il protagonista di un'altra violenta satira sulla società americana intitolata "Qua la mano picchiatello". Il suo ultimo ciak, per il momento, risale al 1995 in Funny Bones.

Jerry Lewis rappresenta di fatto un miscuglio tra la tradizione comica americana e quella ebraica, grazie soprattutto alla trasfigurazione di un personaggio canonico della tradizione yiddish, lo Schlemiel, ossia il tipico individuo perseguitato dalla sfortuna.

Alla 56a Mostra del cinema di Venezia, gli viene assegnato il Leone d'Oro alla Carriera.

Muore all'età di 91 anni a Las Vegas, il 20 agosto 2017.

 
 
 

23 Comments


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